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Studio · Giorni: 10
I generi della Bibbia
10 tipi di testo — racconto, legge, salmo, parabola, lettera e altri —, ciascuno con un brano e come leggerlo.
- Giorno 1
Racconto
Rt 1:1–18Gran parte della Bibbia è racconto, e le storie ebraiche sono narrate con brevità. Il narratore descrive di rado volti, ambienti o sentimenti e commenta raramente; le persone mostrano chi sono con ciò che dicono e fanno. Ruth si apre come molte storie, con un tempo e un luogo: “Al tempo dei giudici”, una carestia, una famiglia di Bethlehem che va a vivere in Moab. Nel giro di cinque versetti tre uomini sono morti. Poi è il dialogo a portare avanti la storia: Naomi esorta più volte le nuore a tornare indietro, Orpa se ne va, Ruth resta. Le parole chiave si ripetono per mostrare ciò che conta, qui “tornare” e “tornarsene”. Leggete lentamente e notate chi parla, chi risponde e chi tace.
- Giorno 2
Legge
Es 21:28–36Le leggi del Pentateuco hanno due forme principali. Alcune sono comandi brevi, come i Dieci Comandamenti: farai, non farai. Altre sono casi: se accade questo, allora si fa quest’altro. Esodo 21 è pieno di casi — qui un bue che cozza una persona, una fossa lasciata aperta, un bue che uccide un altro bue — ciascuno con le sue varianti: il bue era solito cozzare? Il padrone era stato avvertito? Leggi dello stesso genere ci sono giunte dai vicini d’Israele: anche il Codice di Hammurabi, re di Babilonia nel XVIII secolo a.C., stabilisce norme sul bue che cozza. Secondo un’opinione diffusa, queste raccolte non cercavano di coprire ogni caso, ma davano esempi a partire dai quali i giudici ragionavano. La Torah colloca le sue leggi dentro la storia d’Israele al Sinai.
- Giorno 3
Genealogie ed elenchi
Gen 11:10–26Gli elenchi sono un genere a sé nella Bibbia: genealogie, censimenti, elenchi di re, di città, di doni e di costruttori. Genesi 11:10-26 va da Sem ad Abramo secondo uno schema fisso: vissuti tanti anni, generò un figlio; poi visse altri tanti anni e generò figli e figlie. Poiché lo schema si ripete, il lettore vede dove si interrompe: Terah ha tre figli, e comincia la storia di Abramo. La Genesi è costruita su intestazioni come quella del versetto 10, “Questa è la posterità di”, in ebraico toledoth, che aprono sia elenchi sia racconti. Anche gli antichi elenchi di re della Mesopotamia, come la Lista reale sumerica, attribuiscono regni lunghissimi ai primi sovrani. In un elenco, cercate lo schema e il punto in cui cambia.
- Giorno 4
Salmo
Sal 121:1–8La poesia ebraica non ha rima né metro fisso nel nostro senso. Il suo tratto distintivo è il parallelismo: un verso è seguito da un altro che lo ripete, lo sviluppa o vi si contrappone. Il termine fu coniato dallo studioso inglese Robert Lowth nel 1753. Il Salmo 121 sale come una scala: il versetto 3 termina con “non sonnecchierà”, e il versetto 4 riprende le parole e fa un passo in più, “non sonnecchierà né dormirà”. I versi sono brevi e pieni di immagini: i monti, un’ombra alla mano destra, il sole di giorno e la luna di notte. Molti salmi hanno un titolo; questo è un “Canto dei pellegrinaggi”, come i Salmi 120-134 — secondo un’opinione cantati dai pellegrini che salivano a Gerusalemme per le feste, secondo un’altra così chiamati dai gradini del tempio. I salmi si cantavano: leggeteli ad alta voce.
- Giorno 5
Sapienza
Pr 10:1–12I libri sapienziali — Proverbi, Giobbe, Ecclesiaste e, in alcune Bibbie, Sapienza e Siracide — parlano di come funziona la vita: lavoro e pigrizia, parole, denaro, amici e famiglia. Dal capitolo 10 i Proverbi sono una raccolta di detti singoli di due versi ciascuno, e in questi capitoli la maggior parte sono contrapposizioni: un figlio savio e uno stolto, mani diligenti e mani pigre. I detti che stanno uno accanto all’altro non devono per forza formare un unico ragionamento; ciascuno può essere soppesato da sé, e due possono perfino tirare in direzioni opposte, come fanno Proverbi 26:4-5 sul rispondere allo stolto. Anche i vicini d’Israele avevano una letteratura sapienziale: un’opera egiziana, l’Insegnamento di Amenemope, è molto vicina a Proverbi 22:17-24:22, e gli studiosi discutono di come i due testi siano legati. Leggete pochi detti alla volta.
- Giorno 6
Profezia
Am 1:1–8I profeti per lo più parlarono prima che si scrivesse qualcosa; le loro parole furono raccolte in libri, spesso sotto un’intestazione che dice chi era il profeta e quando parlò. Amos 1:1 nomina un pastore di Tekoa, i re di Giuda e d’Israele dell’VIII secolo a.C. e “due anni prima del terremoto”. Gran parte della profezia è poesia, in brevi unità chiamate oracoli. Molti si aprono con la formula del messaggero, “Così parla l’Eterno”, come un inviato apriva il messaggio di un re. Qui un unico schema attraversa una catena di oracoli: “Per tre misfatti… anzi per quattro” — Damasco, Gaza, e poi, nel capitolo 2, Tiro, Edom, Ammon e Moab, quindi Giuda e Israele. Conoscere la storia dell’epoca del profeta aiuta più di ogni altra cosa.
- Giorno 7
Vangelo
Mc 1:1–15I Vangeli raccontano la vita e l’insegnamento di Gesù, la sua morte e risurrezione. Molti studiosi li paragonano alle biografie antiche, i bioi greci, che anch’essi sceglievano episodi e detti per mostrare chi era una persona, invece di raccontarne tutta la vita anno per anno; altri sottolineano le differenze. Marco, secondo molti studiosi il più antico, si apre con una riga di titolo e passa subito a Giovanni il Battista, senza racconto della nascita. Il suo ritmo è rapido: la parola greca euthys, “subito”, ricorre circa 40 volte. Matteo, Marco e Luca hanno molti episodi in comune, spesso con parole simili, e sono detti Vangeli sinottici, dal greco “visti insieme”; Giovanni racconta la storia a modo suo. Leggete un Vangelo dall’inizio alla fine, come un unico libro.
- Giorno 8
Parabola
Lc 15:11–32Una parabola (in greco parabolē, in ebraico mashal) è un breve racconto o un paragone tratto dalla vita di ogni giorno: la semina, la pesca, le pecore, le monete, un banchetto di nozze. I primi tre Vangeli riportano diverse decine di parabole di Gesù; il Vangelo di Giovanni usa altre figure del linguaggio. Anche i maestri ebrei dei secoli successivi raccontavano parabole, spesso cominciando con “A che cosa si può paragonare?”. Luca 15 ne mette tre una accanto all’altra: una pecora smarrita, una moneta perduta e un figlio perduto, ciascuna con un ritrovamento e una festa. La terza è costruita in due metà, il figlio minore e il maggiore, e il suo finale è aperto: al lettore non viene detto se il fratello maggiore entra. Fate attenzione ai dettagli che un primo ascoltatore avrebbe notato — il padre che corre, l’anello, il vitello ingrassato — e alla sorpresa.
- Giorno 9
Lettera
Fm 1:1–25Ventuno libri del Nuovo Testamento sono lettere. Le lettere dell’epoca, molte ritrovate su papiro in Egitto, seguono uno schema: mittente, destinatario, saluto, spesso un ringraziamento o un augurio di buona salute, poi il corpo della lettera e, alla fine, i saluti. La lettera di Paolo a Filemone, la più breve delle sue lettere, ha tutte le parti: Paolo e Timoteo a Filemone e alla chiesa che si riunisce in casa sua; “grazia a voi e pace” al posto del consueto saluto greco, chairein; il ringraziamento; la richiesta riguardo a Onesimo; i saluti dei compagni di Paolo. Paolo dettava a uno scrivano (Romani 16:22) e talvolta scriveva una riga di suo pugno (versetto 19). Le lettere erano lette ad alta voce alla chiesa riunita (Colossesi 4:16). Ognuna fu scritta per una situazione precisa, che il lettore ricostruisce dalla lettera stessa: leggetela tutta d’un fiato.
- Giorno 10
Visione apocalittica
Ap 1:9–20L’Apocalisse prende il nome dalla sua prima parola in greco, apokalypsis, “svelamento”. La letteratura apocalittica — nella Bibbia parti di Daniele e Zaccaria e il libro dell’Apocalisse; fuori di essa opere ebraiche come 1 Enoch, scritte all’incirca tra il III secolo a.C. e il I secolo d.C. — racconta visioni: a un veggente vengono mostrati il cielo o i tempi a venire, spesso con una guida che spiega. Il suo linguaggio è simbolico: numeri, colori, bestie, stelle. Qui Giovanni, a Patmo, vede “Uno somigliante a un figliuol d’uomo” in mezzo a sette candelabri, e il testo stesso spiega due delle immagini: le stelle sono gli angeli delle sette chiese, i candelabri sono le chiese. Molte immagini vengono dai profeti dell’Antico Testamento. I particolari sono intesi in modi diversi; leggete prima il libro per intero, come un tutto.
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