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Studio · Giorni: 30

Parole dell’originale

30 parole ebraiche e greche, ognuna con il suo significato e un versetto.

  1. Giorno 1

    bara — creare

    Gen 1:1 · Strong’s H1254

    Plasmare, formare, creare. In questo senso il soggetto del verbo è sempre Dio: i cieli e la terra, gli esseri viventi, il genere umano. Al passivo si usa per una nascita e per qualcosa di nuovo e sorprendente che viene all’esistenza. Un’altra forma significa “tagliare, abbattere”.

  2. Giorno 2

    chen — favore, grazia

    Gen 6:8 · Strong’s H2580

    Favore e grazia; anche eleganza, fascino. Per lo più è il favore, l’accoglienza, che una persona trova presso un’altra: “trovare grazia agli occhi di qualcuno” significa essere accolti e trattati con bontà. Viene dal verbo chanan, “mostrare favore, essere benevolo”.

  3. Giorno 3

    tsedaqah — giustizia

    Gen 15:6 · Strong’s H6666

    Giustizia, ciò che è retto e giusto: nel modo in cui un sovrano governa, in una causa portata in giudizio, nel parlare veritiero e nella condotta retta. Può anche significare essere riconosciuti nel giusto – rivendicazione, liberazione. Al plurale significa “atti di giustizia”.

  4. Giorno 4

    yeshuah — salvezza, liberazione

    Es 15:2 · Strong’s H3444

    Liberazione, scampo, salvezza; anche benessere e vittoria. Per lo più è la liberazione operata da Dio – anzitutto da pericoli esterni come i nemici, spesso con un senso spirituale aggiunto. Viene da yasha, “liberare, mettere in libertà”, la radice dei nomi Giosuè e Gesù (Yeshua).

  5. Giorno 5

    shabbat — sabato, riposo

    Es 20:8 · Strong’s H7676

    Il sabato, il settimo giorno di riposo. La parola si usa anche per il Giorno dell’espiazione, per l’anno sabbatico in cui la terra riposava e per ciò che in quell’anno cresceva da sé. Viene da shavat, “cessare, fermarsi, riposare”.

  6. Giorno 6

    kavod — gloria, onore

    Es 33:18 · Strong’s H3519

    Da kaved, “essere pesante, avere peso”: ciò che dà peso a una persona. Significa abbondanza e ricchezze; onore, splendore e dignità di una posizione; buona reputazione; in poesia “la mia gloria” è l’intimo di una persona. Detto di Dio, è la gloria e l’onore che gli appartengono.

  7. Giorno 7

    shalom — pace

    Nm 6:26 · Strong’s H7965

    Completezza e integrità, da shalem, “essere intero, completo”. Comprende sicurezza e salute, benessere e prosperità, quiete e appagamento, amicizia tra le persone e con Dio, e assenza di guerra. Chiude la benedizione sacerdotale che Aaronne e i suoi figli pronunciavano su Israele.

  8. Giorno 8

    shema — udire, ascoltare

    Dt 6:4 · Strong’s H8085

    Udire – e con ciò ascoltare, prestare attenzione, capire e ubbidire; al passivo, essere udito, essere esaudito. Un’altra forma significa “far udire, proclamare”. “Ascolta, Israele” apre la preghiera che gli Ebrei chiamano Shema, recitata ogni mattina e ogni sera.

  9. Giorno 9

    goel — redentore, parente

    Gb 19:25 · Strong’s H1350

    Colui che agisce da parente, “facendo la parte del parente più prossimo” (gaal): riscatta la terra o la libertà di un familiare pagandone il valore, oppure vendica il sangue di un familiare. Detta di Dio, la parola implica una relazione personale. Boaz fa da goel per Rut.

  10. Giorno 10

    torah — insegnamento, legge

    Sal 1:2 · Strong’s H8451

    Direzione, istruzione, legge. Viene da yarah, che significa anzitutto “gettare, scagliare” e in un’altra forma “indicare, insegnare”. La Torah è l’insegnamento dei genitori, dei saggi, dei sacerdoti e dei profeti; una legge o un insieme di leggi; raramente, un’usanza.

  11. Giorno 11

    mashiach — unto

    Sal 2:2 · Strong’s H4899

    Da mashach, “spalmare, ungere”: qualcuno messo a parte per un ufficio con olio versato sul capo. Si usa per i re d’Israele, per il sommo sacerdote, per il re persiano Ciro in quanto incaricato dall’Eterno e per un capo che verrà in Daniele 9. Il greco lo tradusse christos.

  12. Giorno 12

    hesed — amore fedele, bontà

    Sal 136:1 · Strong’s H2617

    Bontà e benevolenza. Tra le persone è farsi favori e del bene a vicenda, soprattutto la bontà verso gli umili e i bisognosi – la misericordia; raramente, amore e devozione verso Dio. Detto di Dio, è la benignità con cui provvede ai bisogni delle sue creature. Il Salmo 136 la ripete in ogni versetto.

  13. Giorno 13

    qadosh — santo

    Is 6:3 · Strong’s H6918

    Sacro, santo. Le parole della sua famiglia ruotano attorno all’essere messo a parte: qodesh è “separazione, sacralità” e qadash significa “essere messo a parte, consacrato”. Luoghi, giorni, oggetti e persone erano santi quando venivano messi a parte per Dio. I serafini nella visione di Isaia lo proclamano tre volte.

  14. Giorno 14

    ruach — vento, soffio, spirito

    Ez 37:9 · Strong’s H7307

    Soffio, vento, spirito. Indica il soffio della bocca o delle narici, il vento, il temperamento o l’indole di una persona, lo spirito di un essere vivente e la sede dei sentimenti, e lo Spirito di Dio. In Ezechiele 37 quest’unica parola è tradotta soffio, vento e Spirito.

  15. Giorno 15

    emunah — fedeltà, fermezza

    Ab 2:4 · Strong’s H0530

    Fermezza, stabilità – le mani di Mosè rimasero “ferme” fino al tramonto del sole – poi costanza, lealtà, fedeltà. Viene da aman, “sostenere, rendere saldo”; un’altra forma di quel verbo significa “fidarsi, credere”, e amen viene dalla stessa radice. La traduzione greca la rese con pistis.

  16. Giorno 16

    makarios μακάριος — beato, felice

    Mt 5:3 · Strong’s G3107

    Nella poesia greca più antica la parola descriveva la condizione felice degli dèi. Nel Nuovo Testamento è un’espressione di congratulazione: “felice, fortunato chi…”. Ciascuna delle beatitudini comincia con questa parola.

  17. Giorno 17

    splanchnizomai σπλαγχνίζομαι — provare compassione

    Mt 14:14 · Strong’s G4697

    Formato su splanchna, le viscere, che per i parlanti greci erano la sede dei sentimenti. Significa essere commossi nel profondo, provare pietà. Nei Vangeli è usato quasi solo per Gesù e per i personaggi delle sue parabole.

  18. Giorno 18

    euangelion εὐαγγέλιον — buona notizia, vangelo

    Mc 1:1 · Strong’s G2098

    Nel greco classico, la ricompensa data a un messaggero che portava una buona notizia; più tardi, la buona notizia stessa – per esempio, di una vittoria. Nel Nuovo Testamento è la buona notizia su Gesù; i libri sulla sua vita finirono per essere chiamati Vangeli.

  19. Giorno 19

    doxa δόξα — gloria, onore

    Lc 2:14 · Strong’s G1391

    In origine “opinione”, poi buona opinione – reputazione, onore, lode. I traduttori greci della Bibbia ebraica la usarono per kavod, perciò nel Nuovo Testamento doxa indica anche lo splendore e la maestà di Dio.

  20. Giorno 20

    metanoia μετάνοια — pentimento, ravvedimento

    Lc 15:7 · Strong’s G3341

    Letteralmente “un cambiamento di mente”, un ripensamento. Nel Nuovo Testamento è un’inversione di rotta di tutta la persona: lasciarsi alle spalle il male e volgersi a Dio, come il figlio prodigo che torna a casa.

  21. Giorno 21

    logos λόγος — parola

    Gv 1:1 · Strong’s G3056

    Una parola che porta un pensiero; un detto, un messaggio, un resoconto, ma anche la ragione. I filosofi greci usavano logos per l’ordine che sta dietro al mondo, e l’Antico Testamento greco per la parola di Dio. Il Vangelo di Giovanni si apre con questa parola.

  22. Giorno 22

    pneuma πνεῦμα — vento, soffio, spirito

    Gv 3:8 · Strong’s G4151

    Come l’ebraico ruach, indica l’aria in movimento: vento, soffio e anche spirito. Le parole di Gesù a Nicodemo giocano su questo doppio senso – il vento soffia dove vuole, e così lo Spirito.

  23. Giorno 23

    anastasis ἀνάστασις — risurrezione

    Gv 11:25 · Strong’s G0386

    Letteralmente “un rialzarsi”, un sorgere: dal sonno o dai morti. Al tempo di Gesù i farisei credevano in una risurrezione alla fine dell’età presente, i sadducei no.

  24. Giorno 24

    paraklētos παράκλητος — aiuto, avvocato

    Gv 14:16 · Strong’s G3875

    “Colui che è chiamato a stare accanto”: nei tribunali greci, un amico che parlava in difesa dell’accusato. Le traduzioni rendono avvocato, consigliere, consolatore o aiuto. Nel Vangelo di Giovanni Gesù usa questa parola per lo Spirito Santo.

  25. Giorno 25

    teleō τελέω — finire, compiere

    Gv 19:30 · Strong’s G5055

    Portare a termine, completare, eseguire; anche pagare ciò che è dovuto. L’ultima parola di Gesù nel Vangelo di Giovanni è una forma di questo verbo, tetelestai: “è finito, è compiuto”.

  26. Giorno 26

    koinōnia κοινωνία — comunione, condivisione

    At 2:42 · Strong’s G2842

    Da koinos, “comune”: avere parte a qualcosa insieme ad altri. Indica comunione e relazione stretta, e anche una condivisione concreta dei beni – Paolo la usa per la colletta a favore dei poveri di Gerusalemme.

  27. Giorno 27

    abba ἀββά — padre

    Rm 8:15 · Strong’s G0005

    Una parola aramaica per “padre”, usata in famiglia. Compare tre volte nel Nuovo Testamento, sempre seguita dalla traduzione greca: “Abba, Padre”. Gesù prega con questa parola nel Getsemani.

  28. Giorno 28

    agapē ἀγάπη — amore

    1Cor 13:13 · Strong’s G0026

    Amore, benevolenza, stima. Il sostantivo è rarissimo fuori dalla Bibbia e dagli scritti cristiani. L’Antico Testamento greco lo usò per l’ebraico ahavah, e il Nuovo Testamento per l’amore di Dio e per l’amore che le persone si mostrano a vicenda.

  29. Giorno 29

    charis χάρις — grazia, favore

    2Cor 12:9 · Strong’s G5485

    Fascino e garbo; bontà e benevolenza donate gratuitamente; anche il grazie dato in cambio. L’Antico Testamento greco la usò per l’ebraico chen, favore. Paolo apre e chiude quasi ogni lettera con questa parola.

  30. Giorno 30

    pistis πίστις — fede, fiducia

    Eb 11:1 · Strong’s G4102

    Fiducia e confidenza in qualcuno, e anche fedeltà – l’essere degni di fiducia. L’Antico Testamento greco la usò per l’ebraico emunah. Ebrei 11 la descrive attraverso una lunga fila di persone che agirono in base a ciò che non avevano ancora visto.

Nell’app il piano ricorda il punto raggiunto, segna i giorni letti e te lo ricorda ogni giorno. Riveduta 1927 (Luzzi).

Significati greci abbreviati da STEPBible Data, Tyndale House Cambridge · CC BY 4.0 — STEPBible Data (CC BY 4.0).

Significato ebraico condensato da Brown–Driver–Briggs (1906, pubblico dominio), edizione digitale: Open Scriptures Hebrew Bible Project · CC BY 4.0. Glossa: STEPBible Data · CC BY 4.0 — Open Scriptures Hebrew Bible Project (CC BY 4.0).

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