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Enciclopedia › I sette peccati capitali

I sette peccati capitali

Da dove viene l’elenco

Non è un elenco della Bibbia · otto pensieri di Evagrio · sette di Gregorio Magno

La Bibbia non ha un elenco di sette peccati capitali. Ne ha altri: i Proverbi dicono “Sei cose odia l’Eterno, anzi sette gli sono in abominio” (Proverbi 6:16) e le elencano dagli occhi alteri fino a chi semina discordie tra fratelli; Paolo elenca “le opere della carne” (Galati 5:19–21); Gesù nomina ciò che esce “dal di dentro, dal cuore degli uomini” (Marco 7:21–22). I sette nacquero dall’esperienza dei monaci cristiani. Nel deserto d’Egitto, alla fine del IV secolo, Evagrio Pontico descrisse otto pensieri malvagi (logismoi): la gola, la fornicazione, l’amore del denaro, la tristezza, l’ira, l’accidia, la vanagloria e la superbia. Giovanni Cassiano li portò in Occidente, in latino, verso il 420.

Verso il 590 papa Gregorio Magno mise a parte la superbia come radice di tutti i vizi e ne contò sette al di sotto, aggiungendo l’invidia; scrittori occidentali successivi rimisero l’accidia, o pigrizia, al posto della tristezza e la superbia al posto della vanagloria. La dottrina cattolica chiama i sette “vizi capitali”, le teste da cui nascono altri peccati. La tradizione ortodossa conserva le otto passioni come le espose Cassiano, e la Scala di Giovanni Climaco (VII secolo) le descrive gradino per gradino. Le Chiese protestanti non hanno una dottrina su un simile elenco, anche se esso continua a vivere nella loro letteratura.

Versetti chiave

Sei cose, anzi sette in abominioPr 6:16–19Sei cose odia l’Eterno, anzi sette gli sono in abominio: gli occhi alteri, la lingua bugiarda, le mani che spandono sangue innocente, il cuore che medita disegni iniqui, i piedi che corron frettolosi al male, il falso testimonio che proferisce menzogne, e chi semina discordie tra fratelli.
L’elenco di Paolo: le opere della carneGal 5:19–21Or le opere della carne sono manifeste, e sono: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sètte, invidie, ubriachezze, gozzoviglie, e altre simili cose; circa le quali vi prevengo, come anche v’ho già prevenuti, che quelli che fanno tali cose non erederanno il regno di Dio.
Ciò che esce dal cuoreMc 7:21–22poiché è dal di dentro, dal cuore degli uomini, che escono cattivi pensieri, fornicazioni, furti, omicidi, adulteri, cupidigie, malvagità, frode, lascivia, sguardo maligno, calunnia, superbia, stoltezza.
E il frutto dello SpiritoGal 5:22–23Il frutto dello Spirito, invece, è amore, allegrezza, pace, longanimità, benignità, bontà, fedeltà, dolcezza, temperanza; contro tali cose non c’è legge.

Fonti

Adattato e abbreviato dal Tyndale Open Bible Dictionary · CC BY-SA 4.0

Tyndale Open Bible Dictionary © 2023 Tyndale House Publishers · CC BY-SA 4.0 — Sin; Fruit of the Spirit*; Evagrius Ponticus, Praktikos 6–14 (late 4th century); John Cassian, Institutes, books 5–12 (c. 420); Gregory the Great, Moralia in Job 31.45 (c. 578–595); John Climacus, The Ladder of Divine Ascent (7th century); Catechism of the Catholic Church, §1866 (1992)

Adattato dal Tyndale Open Bible Dictionary: voci scelte, abbreviate e raccontate con parole nostre (solo storia, natura e vita quotidiana) e, nelle lingue diverse dall’inglese, tradotte automaticamente. L’opera originale di Tyndale House Publishers è disponibile gratuitamente su tyndaleopenresources.com.

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