Un vecchio appoggia la testa alla mano, con gli occhi bassi.
La Bibbia nell’arte · Geremia
Geremia piange la distruzione di Gerusalemme
Rembrandt · 1630
Rijksmuseum, Amsterdam
Rembrandt dipinse questa piccola tavola a Leida nel 1630, a ventiquattro anni, e la firmò con il monogramma che usava allora. La luce cade da sinistra su un vecchio seduto in un riparo roccioso e sul metallo lucente accanto a lui; quasi tutto il resto è in ombra.
L’uomo appoggia la testa alla mano e guarda in basso. Lontano, nel buio a sinistra, una città brucia. Il libro al suo fianco porta la scritta “Bibel”, e il museo lo identifica con Geremia che piange la caduta di Gerusalemme.
Dal testo
- Nebuzaradan “arse la casa dell’Eterno e la casa del re, diede alle fiamme tutte le case di Gerusalemme” (Geremia 52:13)
- A Sedekia furono cavati gli occhi (Geremia 52:11)
- “Come mai siede solitaria la città già così popolata?” (Lamentazioni 1:1)
Dell’artista
- Il profeta seduto da solo in una grotta fuori città: il testo non descrive dove fosse Geremia mentre Gerusalemme bruciava
- Preziosi vasi d’oro e d’argento al suo fianco, e un tappeto con un bordo d’oro
- Un libro con la scritta olandese “Bibel”
- Geremia come autore delle Lamentazioni: una tradizione ebraica e cristiana
Dettagli
Lontano nel buio, le fiamme si alzano intorno a un edificio a cupola.
Un uomo si preme le mani sugli occhi: spesso vi si riconosce il re Sedekia, che fu accecato (Geremia 52:11).
Una ciotola d’argento piena di vasi d’oro cattura la luce.
Un grosso libro con la parola “Bibel” scritta sul taglio.
“RHL 1630” (Rembrandt Harmenszoon di Leida) sulla roccia.
Rembrandt van Rijn, Dutch, 1606–1669. Rijksmuseum, Amsterdam (SK-A-3276; purchased with the support of private collectors, the Vereniging Rembrandt and the Stichting tot Bevordering van de Belangen van het Rijksmuseum) · Oil on panel · Image: "Public Domain" (https://creativecommons.org/publicdomain/mark/1.0/); object metadata: CC0 1.0 (https://creativecommons.org/publicdomain/zero/1.0/) — Rijksmuseum Linked Art record.
